È derby scudetto per la Juventus, che se lo aggiudica nel finale e ora si può far bastare un punto domenica con il Palermo per laurearsi campione d’Italia. Diventa un pomeriggio da incubo per il Torino, che non meritava di perdere e che adesso trema per il fiato sul collo di Palermo e Genoa, a quattro punti. È stato derby nelle emozioni, ma non nel gioco. La Juventus, nettamente superiore sul piano tecnico, lo ha affrontato prima con leggerezza e poi con affanno, ma se Jonathas, un minuto prima del gol bianconero del vantaggio, non si fosse mangiato un’occasione solare, magari la partita avrebbe preso una piega quasi opposta. L’episodio in questione rivela anche una leggera trattenuta di Bonucci, ma il Toro non aveva protestato più di tanto, anche perché il brasiliano era in fuorigioco sull’assist di Cerci. Colpevole invece Glik, allergico evidentemente alle stracittadine, perché in quella di andata si era fatto espellere: ha lasciato i compagni di nuovo in dieci nel finale per un doppio giallo evitabile.

Ventura aveva preparato una partita quasi perfetta, con Meggiorini a francobollare Pirlo e il solo Bianchi in avanti a fare a sportellate con la difesa avversaria, supportato dalle folate larghe di Cerci e Santana. Ma era stata la Juve, colpevolmente, a mangiarsi una occasione altrettanto macroscopica con Vucinic, lanciato da Pogba all’11’ a tre metri da Gillet. Poi ha premuto sull’acceleratore, schiacciando i granata e rendendosi pericolosa ancora con Marchisio (bomba deviata da Gillet) e Pogba, che non è riuscito a trasformare un pallone capitato quasi sulla linea dopo un siluro di Vidal respinto. Ma il Toro, in una delle pochissime puntate offensive, con un missile di Santana aveva costretto Buffon alla deviazione difficile in chiusura di tempo.

Nella ripresa solito prevedibile possesso di palla bianconero, ma movimenti altrettanto prevedibili e eccessivo accentramento dell’azione da parte di Pirlo e compagni. Il Torino ormai controllava la partita, con quel punto in tasca che avrebbe significato una enorme boccata di ossigeno. Ma la Juve, si sa, anche nelle giornate buie ha nel proprio arsenale i colpi superiori. Il suo emblema è Arturo Vidal, opaco fino a quel momento, quando ha raccolto, a dodici minuti dal termine, una palla al limite sul velo di Marchisio e ha trafitto in mezza girata Gilet. Ma un attimo prima i granata si erano divorati il vantaggio (l’arbitro avrebbe convalidato il gol perché non aveva ravvisato irregolarità) e la Juventus si sarebbe trovata di fronte a un quasi certo muro granata, con pochi minuti a disposizione per pareggiare e il rischio di vedersi trafiggere ancora in contropiede.

Poi Glik commette la leggerezza e il Torino, scarico e demoralizzato, prende anche il secondo gol da Marchisio, che fissa un tabellino bugiardo nelle proporzioni, ma fotografa esattamente la forza delle due squadre, la Juve capace di segnare (tanto per cambiare con due centrocampisti) anche nel finale in giornate bruttine e il Toro che continua a sprecare, come ha fatto nelle ultime tre partite e a mangiarsi gol fatti, quei pochi alla portata della squadra. Per la Signora, dunque, è quasi festa, nella sua casa e davanti alla propria gente, probabilmente domenica prossima. Per il Toro il cammino salvezza si complica e rischia di diventare decisivo il match spareggio con il Genoa tra due turni. Il solito Pogba, Vidal e Chiellini una riga sopra gli altri per la squadra di Conte; Gazzi, Cerci e Santana hanno fatto vibrare i tifosi prima di arrendersi alla superiorità della rivale.

E come volevasi dimostrare, da mesi lo sostengo ormai, ci troviamo a lottare per una salvezza che fino a pochi mesi fa quasi tutti davano per assodata, tutti tranne me.

Son mesi che dico che il Toro ormai ha dato tutto quello che poteva, una squadra che schiera 4 attaccanti come oggi di cui uno fisso su Pirlo, Meggiorini, che fa un partitone solo perchè riesce a fare l'ombra di Pirlo e non gli fa toccare palla. Ed infatti alla sostituzione di Meggiorini che la partita cambia registro e la juve affonda.

Affonda negli ultimi maledetti 10 minuti, ormai divenuti un tormento per noi.

Che senso ha usare sempre lo stesso schema , soprattutto quando tu schieri 2 centrocampisti contro i 5 della Rubbe?? Questa staticità degli schemi del Mister stà rasentando il ridicolo possibile che non ci si possa adattare agli schemi avversari? Soprattutto contando il fatto che A) Cerci e Santana in fase di interdizione non sono dei maghi B) Cerci e Santana attaccando e coprendo, non hanno il fiato per resistere 90 minuti. Non sarebbe meglio schierare un 4-4-2 o un 4-3-3? Perchè continuare ad insistere sempre e solo con quello schema?

Parliamo poi di pianificazione futura; vogliamo davvero mandar via Bianchi per tenerci il trio d'attacco Meggiorini-Barreto e Jonathas? Mi pare autolesionismo allo stato puro.

VAbbè la prossima sarà col Milan e quella successiva sarà la sfida salvezza contro il Genoa. Che bello ed emozionante il progetto CAiro!

Forza Toro!